Benvenuti a
Villanova Monteleone, dove la storia si riscopre
Tra alberi secolari ed alture, tra rupi e fertili piane, tra il silenzio percettibile della natura, conosciuto da pochi eletti, finalmente potrete venire a immergervi nelle essenze e nella storia della Sardegna.

La tessitura

Un’altra attività nella vita quotidiana di Villanova Monteleone era la lavorazione della lana che permetteva di realizzare vesti, coperte e arazzi tessuti con il telaio. La lana si ricavava ovviamente dalle pecore per mezzo della tosatura, che avveniva ad opera dei maschi della famiglia in tarda primavera.


La lana tosata veniva lavata in acqua bollente per liberarla dalle impurità terrose e dal grasso animale. Si faceva asciugare al sole e si selezionava in base al prodotto che si intendeva realizzare. Una volta pulita veniva pettinata con degli strumenti in ferro ed era pronta per essere filata con vari utensili, in particolare con il fuso. Le matasse si preparavano con uno strumento di legno soprannominato “sa nappa” e queste venivano destinate alla tintura immergendole a bagno con erbe coloranti. I colori erano ricavati da fibre vegetali. Si procedeva quindi alla formazione dei gomitoli svolgendo il filato con l’arcolaio. Ora la lana era pronta per essere lavorata al telaio a mano.

In Sardegna risultano attualmente in uso due tipi di telaio: quello orizzontale  e quello verticale.

A Villanova Monteleone viene usato quello orizzontale (su telàlzu). La tessitura con questo tipo di telaio è più veloce, consentendo anche un lavoro più omogeneo, in quanto la cassa battente, in cui è inserito il pettine. Preme contemporaneamente, e con identica intensità, su tutti i fili della trama.

La preparazione dell’ordito e del telaio va attuata in funzione del manufatto da realizzare. Le donne trascorrevano gran parte della giornata lavorando al telaio e per realizzare un vestito occorreva quasi un mese di lavoro. Un’altra importante lavorazione è quella del lino. Tutte le famiglie di Villanova monteleone hanno coltivato il lino fino al 1940. Nel mese di Giugno le donne raccoglievano le piante e le mettevano ad essiccare al sole. Seguiva la battitura con mazze di legno per separare i semi dai fusti.


Attraverso vari processi si riusciva ad ottenere una parte pregiata di lino che serviva per confezionare lenzuola e tovagliati per il corredo e una parte grezza con la quale venivano tessuti i sacchi per contenere il grano.