Benvenuti a
Villanova Monteleone, dove la storia si riscopre
Tra alberi secolari ed alture, tra rupi e fertili piane, tra il silenzio percettibile della natura, conosciuto da pochi eletti, finalmente potrete venire a immergervi nelle essenze e nella storia della Sardegna.

Tomba n. 9

È preceduta dal consueto dròmos circondato da un sistema di rozze canalette di drenaggio e da un padiglione orientato a Sud. All’esterno, sulla sinistra in basso, si trova un segno magico-rituale costituito da due coppelle emisferiche accostate, scolpite sulla superficie verticale della rupe. Si tratta forse di un richiamo ai seni della divinità femminile o il tentativo di schematizzare un volto con la rappresentazione sintetica della “Dea Onniveggente”. Diverse coppelle si individuano in altri settori della roccia. Le prime due celle della grotta ripetono la canonica iconografia “a T”; l’anticella ha pianta quadrangolare con angoli smussati e soffitto piano, la cella seguente è subrettangolare con lati incavati ed anch’essa ha soffitto tabulare. Nonostante il degrado delle superfici, è evidente, in questi due ambienti, l’ottima rifinitura delle pareti, dei pavimenti e dei soffitti. Nel pavimento della cella “a” è incisa una coppella simile a quella della tomba VI; Presso il portello della cella maggiore è scolpito un bel gradino semicircolare che, considerato l’esiguo dislivello, ha valore esclusivamente simbolico o decorativo; al centro del pavimento è stato inoltre realizzato un focolare rituale, che contiene una piccola coppella. Le restanti tre celle secondarie sono disposte in successione e sono caratterizzate da amplissimi portelli. L’ultima di queste celle è a cielo aperto a causa di antichi crolli.