Le capanne del Villaggio Nuragico

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Villanova Monteleone, dove la storia si riscopre
Tra alberi secolari ed alture, tra rupi e fertili piane, tra il silenzio percettibile della natura, conosciuto da pochi eletti, finalmente potrete venire a immergervi nelle essenze e nella storia della Sardegna.

Le capanne del Villaggio Nuragico

La gran parte della popolazione nuragica viveva in villaggi costituiti da capanne più o meno semplici e più o meno numerose. La vita quotidiana, oltre a svolgersi negli spazi aperti prospicienti le abitazioni, si svolgeva anche nella capanne: modeste dimore in pietra con tetto realizzato generalmente in legno e rami (stramineo). 

Spesso i muri interni ed il tetto venivano isolati con sughero ed argilla.


Al centro della capanna veniva posizionato il focolare ed ai lati trovavano posto i giacigli e gli spazi destinati alle lavorazioni domestiche. Questi ultimi venivano a volte delimitati da lastre in pietra infisse al suolo. Nelle pareti, quando sufficientemente spesse, venivano ricavate delle nicchie. Le derrate alimentari


venivano conservate in grossi vasi, sepolti nel pavimento, dei quali affiorava soltanto la bocca che veniva coperta con lastre di pietra. Nell’ultima fase della civiltà nuragica si sviluppano delle capanne più evolute dette “a settori”. Erano capanne composte da piccoli ambienti che si affacciavano su un cortile comune.


Il villaggio di “Nuraghe Appiu” (900-800 a C.), uno dei più vasti dell’Isola, comprende circa 200 capanne. Attualmente sono stati scavati 25 ambienti.


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