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Villanova Monteleone, dove la storia si riscopre
Tra alberi secolari ed alture, tra rupi e fertili piane, tra il silenzio percettibile della natura, conosciuto da pochi eletti, finalmente potrete venire a immergervi nelle essenze e nella storia della Sardegna.

Villanova Monteleone

Villanova Monteleone ha circa 2500 abitanti e sorge a un’altezza che va da 567 a 600 m. Il paese prende il nome da un fatto storico ben preciso. Nel XV secolo, alcuni profughi del vicino centro di Monteleone Rocca Doria si trasferirono in un territorio ricco di boschi e di sorgenti e fondarono “La Villa Nuova di Monteleone”.

Si presenta al visitatore collocato su un ampio anfiteatro naturale, dal quale si può ammirare il vasto e stupendo panorama, da Castelsardo a Osilo, dal monte Limbara fino a tutto il Logudoro.  Basa la sua economia sulla pastorizia e sull’allevamento che comprende anche un qualificato settore equino, ma mantiene ancora vive le tradizionali attività lavorative, soprattutto artigianato tessile, molto apprezzato. Famosi sono i tappeti, le coperte, gli arazzi e i tendaggi realizzati in fibre naturali.

La parte antica del paese è molto caratteristica: costituita da case in pietra calcarea e lavica, una fitta rete di vicoli e slarghi, vie strette e scalinate in selciato. Il monumento più importante, posto nel centro abitato, è costituito dalla chiesa di San Leonardo da Limoges, situata proprio lungo la S.S. 292, che attraversa il paese e ne costituisce la via principale.  La struttura della chiesa è sicuramente del 1500, anche se in parte è stata modificata da una ristrutturazione avvenuta nel 1789. All’interno si possono ancora intravedere linee gotico-aragonesi. A navata unica, presenta, nelle cappelle laterali, due pregiati altari lignei risalenti al Settecento. La facciata è stata rifatta nel 1960 e nel 1996. A differenza del calendario liturgico, il patrono San Leonardo si festeggia l’11 giugno. Vicino alla parrocchiale si trova l’oratorio di Santa Croce, a una navata e cappelle laterali con numerose statue; un pregiato altare ligneo e un grande crocefisso al centro dell’altare maggiore, sormontato al centro da un quadro di discreta qualità pittorica. Molti i rifacimenti e non sempre felici. Sulla via Papa Giovanni XXIII, sorge Su Palatu ’e sas Iscolas, vecchio caseggiato scolastico costruito alla fine dell’Ottocento, ora adibito a centro culturale e in particolare polo di riferimento della fotografia in Sardegna. Dispone di 500 mq di spazi espositivi distribuiti in tre livelli, una sala convegni, la segreteria e il bookshop. A qualche isolato, sulla via omonima, la chiesa della Madonna del Rosario, dove si può ammirare un pregiato altare ligneo, al centro sta la statua della Madonna, e sovrastante dall’alto una tela con l’effige del Padre Eterno; altre statue lignee sono presenti un po’ dappertutto nella chiesa. La navata è ampia, coperta da una volta a botte; spaziose anche le cappelle laterali. Lungo la strada per Bosa, a circa 3 km. dal paese sorge il santuario della Madonna di Interrìos.

Al lato sinistro della costruzione è addossato un grazioso porticato ad archi sul quale poggia il campanile a vela. Nei pressi della chiesa è presente un caseggiato costruito negli anni Cinquanta e adibito a colonia montana, convegni religiosi e civili. La struttura ha sostituito le caratteristiche costruzioni presenti in molte chiese di campagna della Sardegna, chiamate cumbessìas. Vi si svolgono due feste, entrambe con un enorme afflusso di fedeli: il 29 agosto per l’anniversario della morte di san Giovanni Battista e l’8 settembre in onore della Natività della Vergine.